in Val Pellice

portale di informazione turistica della Val Pellice (Piemonte, Italia)

L'ambiente e le sue eccellenze

Il territorio, i siti di importanza comunitaria, la fauna

Dai boschi di latifoglie alle alte pietraie alpine , passando attraverso un concentrato di ambienti diversi, la Val Pellice, e le sue valli secondarie, offrono al turista e ai suoi abitanti una grande biodiversità in appena una ventina di chilometri in linea d'aria.

Elementi come il diverso orientamento del territorio, con esposizione al sole variabile da luogo a luogo, le diverse altimetrie, unite ad una gestione agro-pastorale non intensiva che segue alti criteri di sostenibilità, la ricca presenza di acque con fiumi e ruscelli, garantiscono al territorio molte tipologie di habitat particolari che permettono la presenza di un alto numero di specie vegetali e animali.

Non è sicuramente un caso la localizzazione in Val Pellice di tre Siti di Importanza Comunitaria, secondo quanto stabilito dalla Direttiva Habitat dell'Unione Europea:

  • le stazioni di Myricaria germanica;
  • l’oasi del Prà - Barant;
  • il bosco di Pian Prà-Rorà

Sono siti di rilevata importanza per la conservazione della biodiversità e sono collegati agli altri 10.000 individuati in tutta Europa e costituenti nel loro insieme la rete Natura 2000.

La Valle, di natura glaciale, fa parte del massiccio geologico denominato Dora-Maira, caratterizzato dalla contemporanea presenza di associazioni litologiche di tipo continentale e oceanico. La nascita delle Alpi è infatti dovuta alla convergenza ed allo scontro di due imponenti placche, che nel loro avvicinarsi hanno incluso il bacino dell'oceano Ligure-Piemontese per poi, con la collisione, generare la catena alpina. Le antichissime rocce originarie in questo processo, sono state metamorfosate dalle forze geologiche in una ricca varietà di colori e forme: dalle verdi ofioliti di origine oceanica, ai solidi gneiss di origine continentale.

Siamo all'interno del Geoparco delle Alpi Cozie, dove numerosi siti testimoniano la vitalità geologica dell'arco alpino: la conca del Prà,con la sua ampia base un tempo occupata da un grande lago glaciale, le pendici del Monte Granero e l'ecomuseo della pietra presso Rorà, importante testimonianza dell'attività estrattiva che sin dall'800 ha come protagonista la famosa Pietra di Luserna.

I Siti di Importanza Comunitaria

Le stazioni di Myricaria germanica

Sono estese in più di cento ettari tra i territori di Villar Pellice e Bobbio Pellice. L'arbusto Myricaria germanica testimonia la presenza di un habitat fluviale alpino con un alto livello di biodiversità. Condizioni essenziali per il suo insediamento sono: un ambiente con elevato grado di naturalità, una ricca ittiofauna e una gestione agricola tradizionale, non intensiva.

L'Oasi del Prà Barant

Sottolinea la presenza di vari habitat tipici della zona alpina distribuiti in una fascia altitudinale molto estesa. La ricca presenza di specie animali e vegetali, con particolari endemismi, ne aveva decretato l'istituzione già nel lontano 1976 come Oasi di Protezione Faunistica. Per la particolarità del territorio e per le sue varie influenze climatiche in quanto zona di confine, al suo interno è presente un Giardino Botanico Alpino, con una ricca presenza di specie floreali.

Il bosco di Pian Prà

nei pressi di Rorà, è caratterizzato da faggete e radure che ospitano un'interessante presenza di coleotteri Carabidi, testimonianti antiche glaciazioni e rappresentanti un ottimo indicatore ecologico.

La fauna

Dalle basse pendici collinari di inizio valle agli alti monti in testa alla valle, numerosi sono gli habitat con diverse caratteristiche, che vengono scelti dalla fauna nostrana in virtù di ciascuna esigenza specifica.

Nei boschi di fondovalle trovano riparo tra gli altri: scoiattolo rosso,volpi, tassi, lepri, oltre che numerosi micromammiferi.

Salendo di quota, è possibile incontrare, oltre alle fischiettanti marmotte, alcuni tra i grandi ungulati alpini selvatici: il camoscio e lo stambecco, il muflone; lungo tutto il territorio è facile notare segni legati alla presenza del cinghiale e, a quote meno elevate, avvistare caprioli, di giorno nascosti nel folto del bosco, all'alba e al tramonto spesso pascolanti nei grandi prati presenti lungo tutto il fondovalle.

L'ermellino su dirupi e pietraie montane è una presenza simpatica e fugace, ma ogni volta sorprendente!

Sulle praterie e sui valichi in alta valle è stata segnalata la presenza del timido lupo. Il suo peregrinare sfuggente lungo i “corridoi verdi” rappresentati dalle alte terre, poco antropizzate, è senza dubbio legato al notevole livello di naturalità della valle.

Dal piccolo regolo, l'uccello più piccolo d'Europa, al grande gipeto, l'avifauna nidificante o in transito è ben rappresentata con numerose specie, colonizzanti habitat differenti. Molte le specie di passeriformi, tra i quali i più comuni e visibili sono i fringuelli, il codirosso, la ballerina bianca e la ballerina gialla, il pettirosso e vari tipi di cincia; presenti anche varie tipologie di picchi oltre che corvidi quali la boschiva ghiandaia, i gracchi e il corvo imperiale in alta valle. Altri abitanti tipici delle alte terre sono i galliformi alpini: il gallo forcello, la pernice bianca e la coturnice paleseranno la loro presenza al passaggio dell'escursionista, con un battito d'ali improvviso e inaspettato.
Non di rado alzando lo sguardo si possono notare dei voli circolari di rapaci: stiamo camminando sui loro territori di caccia! Tra gli altri, citiamo poiane, nibbi, bianconi e aquile reali. Compare sempre più frequentemente anche il grifone dalle limitrofe Alpi francesi.

La valle è un “corridoio” molto usato dalla avifauna migratrice. In molti siti vengono effettuati censimenti e spesso viene segnalata la presenza di specie normalmente assenti.

La grande varietà degli ambienti presenti rappresenta anche una alta varietà di possibili incontri: muovendoci con passo lieve, occhio attento e cuor leggero, saremo sicuramente premiati. Un buon binocolo e un po' di fortuna completano il bagaglio utile dell'osservatore.